DE GASPERI: ANCHE PREDAZZO HA RICORDATO IL GRANDE STATISTA
È stata una serata memorabile quella dello scorso 13 marzo a Predazzo, dove, nell’aula magna del municipio, è stato organizzato un importante convegno per ricordare Alcide De Gasperi, il grande statista trentino nato esattamente 130 anni fa e la cui madre era Maria Morandini, originaria appunto di Predazzo. La serata è stata promossa dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, in collaborazione con il Comune e con il patrocinio della Cassa Rurale di Fiemme. Sala gremita, di concittadini, valligiani e ospiti, per seguire le relazioni di quattro autorevoli studiosi, intervenuti dopo il saluto del sindaco Maria Bosin e dell’assessore provinciale Mauro Gilmozzi. “Bisogna guardare alla storia per il nostro domani” ha sottolineato la prima nel suo breve intervento, mentre Gilmozzi ha parlato di De Gasperi come di “un punto di riferimento per tutti noi, il padre dell’ancoraggio giuridico dell’autonomia del nostro Trentino”.
Il presidente della Fondazione Beppe Tognon, che ha coordinato l’incontro, ha quindi presentato i relatori. Beppe Zorzi, direttore della stessa Fondazione, ha parlato della formazione di De Gasperi nel Trentino di inizio Novecento, ricordandone i primi passi nel Parlamento di Vienna, la costante difesa del Trentino, i principi basilari del suo straordinario pensiero, tra i quali la Fede in Dio, un approccio critico ma propositivo ai problemi reali, la convinzione della centralità dell’azione sociale. Andrea Favaro, docente di filosofia del diritto a Venezia si è soffermato sui concetti di identità, autonomia e bene comune, tanto cari allo statista. Francesco Ghia, ricercatore di Filosofia morale all’Università di Trento ne ha sottolineato la coerenza nell’agire politico e la serietà della figura, ostile ad ogni forma di trasformismo.
Infine Giovanni Grandi, presidente dell’Istituto Jacques Maritain di Trieste ha approfondito i riflessi dell’agire degli uomini sul sistema educativo, richiamando i continui riferimenti di De Gasperi al basso livello morale della vita pubblica e privata. Poi le conclusioni di Tognon ed il breve dibattito, con la conferma dell’importanza dell’insegnamento dello statista e della necessità di non perdere la fiducia, anche in un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo.
M.F.
Emozioni di storia
È stato un evento pensato per festeggiare con un linguaggio innovativo e intenso il 130° anniversario della nascita dello statista, venuto al mondo il 3 aprile 1881 a Pieve Tesino.
Un’idea della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi che è stata realizzata grazie ad una collaborazione con sei comuni del Trentino: Trento, Rovereto, Arco, Riva del Garda, Borgo e Predazzo.
Per una settimana, da domenica 27 marzo a domenica 3 aprile, sono state proiettate evocative sequenze di immagini di Alcide De Gasperi nei luoghi pubblici, sugli edifici del centro storico dei sei Comuni che hanno promosso l’iniziativa.
I video, le quattro clip degasperiane prodotte dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, sono brevi filmati che comunicano, con il linguaggio emotivo del cinema e della musica, immagini ed emozioni legate ad episodi della vita di De Gasperi.
Ogni Comune ha scelto il contesto più adatto per la proiezione e la migliore cornice entro cui collocare l’evento.
La filosofia dell’evento
L’aver coinvolto in questa iniziativa contemporaneamente sei Comuni del Trentino, tra loro certamente diversi non solo per posizione geografica, ma anche per storia e tradizioni, è anzitutto un modo forte per sottolineare il debito comune che tutti i trentini devono al grande statista. Un concetto di unità nella diversità, ribadito anche dalla scelta del linguaggio che vuole raggiungere tutti i cittadini grazie all’efficacia comunicativa delle immagini e della musica. Le clip degasperiane rappresentano un mix fra tradizione e innovazione: grazie all’impiego delle nuove tecnologie ci permettono di curare in modo corretto ed efficace, ma anche intenso ed emotivo, la figura di De Gasperi.
Guardando le clip ci si può sentire un po’ come dei “ladri di storia”, che puntano più che a rapire, a fare propri questi stimoli, riflettendo, leggendo, parlandone con gli amici. Ed è proprio per queste caratteristiche che l’evento è pensato con un occhio particolare rivolto ai giovani, chiamati a costruire il proprio futuro selezionando dal passato la parte più viva e fresca delle loro tradizioni culturali e politiche, al fine di interpretare al meglio il senso e la direzione della strada ancora da percorrere. Le clip rappresentano infatti un canale immediato per raggiungere non solo chi in vita ha avuto modo di conoscere il grande politico trentino, ma anche coloro che, per motivi anagrafici, rischiano di associare allo statista solo un capitolo da studiare sul libro di storia. Non possiamo perdere l’opportunità di fare in modo che anche e soprattutto i più giovani riescano a cogliere la grande e attuale lezione di Alcide De Gasperi. Quest’iniziativa non ha certo avuto l’ambizione di proporre un’approfondita pagina della storia italiana, ma voleva solo lanciare un segnale, suscitare curiosità, stimolare un interesse e magari far riemergere un ricordo nei più anziani e far germogliare un desiderio di conoscenza nei più giovani.
Infine, non va dimenticato il forte legame fra le due ricorrenze, i 150 anni dell’Unità d’Italia e i 130 anni della nascita di De Gasperi. Per lo statista trentino, uno Stato è forte anzitutto per quella particolare convinzione morale che esige da parte di tutti i cittadini, una forte autodisciplina per “subordinare gli interessi privati e di categoria a quello che è il supremo interesse pubblico”. Fino alla fine dei suoi giorni De Gasperi continuò a rifiutare certa retorica di parte, convinto com’era che “la Repubblica italiana sarebbe perduta se, per obbedire alle sue leggi, fosse lecito aspettare che essa divenga o rossa o bianca o verde. Il tricolore vale per tutti”.
Le clip
Le clip degasperiane sono una produzione della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi e rientrano nel progetto SpazioDegasperi: si tratta di brevi filmati realizzati da Giovanni Agostini di Filmwork che valorizzano la figura dello statista. Ogni clip ha una durata che va dal minuto e mezzo ai tre minuti, per questo sono state proiettate a ciclo continuo per alcune ore nelle sere della settimana dal 27 marzo al 3 aprile, anniversario della nascita di De Gasperi.
Ecco una breve descrizione delle quattro clip:
• Guardare De Gasperi - La storia dell’Italia scorre in silhouette, in primo piano la guerra, i caduti, la ricostruzione, lo svago, l’Europa. Sullo sfondo la vita di De Gasperi: le riunioni, la firma della Costituzione, la famiglia, una sigaretta, Churchill, Adenauer….
• Parla De Gasperi - La sua voce e le sue sfumature. Un comizio, un discorso politico, una conferenza stampa improvvisata, l’euforia e la preoccupazione. Un fiume di voce che finisce nel silenzio dei suoi passi nella neve. Un montanaro che cammina in avanti, che viene incontro con passo sicuro.
• Istantanee degasperiane - Un’alternanza di momenti che incorniciano De Gasperi in contesti e situazioni diversi. Il lavoro politico, il comizio, il partito, i bagni di folla, la famiglia. Sguardi corrucciati e fieri, ruggenti e affettuosi.
• De Gasperi e il Trentino - È la soggettiva di una passeggiata. De Gasperi, come in un sogno, incontra frammenti e simboli del suo Trentino: il Duomo, la casa di Pieve Tesino, la bandiera del Regno d’Italia, le figlie, la moglie, un prete. Sembra quasi un abbraccio, l’abbraccio della sua terra, delle sue montagne, della sua gente che gli si avvicina mentre lui si gira – mai abbandonato dai flash della sua vita pubblica – per guardarsi indietro.
La giovane Fondazione trentina Alcide De Gasperi (attiva dalla fine del 2008) ha tra i suoi compiti quello di gestire e valorizzare il Museo della casa natale di Alcide De Gasperi a Pieve Tesino, di promuovere la conoscenza della figura e dell’opera dello statista. Per questo ha deciso di sperimentare forme nuove di “comunicazione civica” e di impegnarsi nell’elaborazione di un innovativo progetto di “design della storia” che porti nelle comunità trentine, e anche fuori, l’eco di ciò che è conservato “dentro” il museo di Pieve Tesino e “dentro” la memoria di una comunità, quella trentina, tra le più ricche e complesse dell’Italia.
I 6 comuni
Ogni Comune (Trento, Rovereto, Arco, Riva del Garda, Borgo Valsugana, Predazzo) ha scelto il luogo più adatto per dare all’iniziativa la giusta valorizzazione, individuando anche un significato che viene dalle diverse storie e sensibilità.
Per quanto riguarda Predazzo, le clip sono state proiettate su maxi schermo in Piazza Municipio tutti i giorni dal 27 marzo al 3 aprile, dalle 20 alle 23.
La madre di De Gasperi, Maria Morandini, era originaria di Predazzo ed è per questo che il Comune ha ideato un contesto particolare per ricordare i 130 anni della nascita dello statista. Oltre alle clip sono stati allestiti tre grandi banner con le foto di De Gasperi a Predazzo e le frasi più significative che il politico tenne nel suo famoso discorso del 31 agosto 1952 e che riportiamo a fianco.
“In questo paese ho cominciato ad occuparmi dei lavoratori più poveri, erano i segantini che allora protraevano la loro giornata con le lampade a petrolio fin dentro la notte…”
“… ho sentito, nel primo contatto con i miei montanari che bisogna lavorare per questo popolo, perché il popolo abbia quello che è necessario, soprattutto perché non perda la fede negli uomini…”
“Ma è qui rappresentato il lavoro, è rappresentata la povertà, è rappresentata la onesta vita della fatica”.
“Scusate se qui, nel paese di mia madre, mi pare di tornare col pensiero alle fonti delle mie e delle vostre energie”.
La settimana celebrativa
Dopo la conferenza stampa del 24 marzo a Trento, con la partecipazione dell’Assessore comunale Lucio Dellasega, domenica 3 aprile si è conclusa la settimana celebrativa del 130° anniversario della nascita di Acide De Gasperi venuto al mondo il 3 aprile 1881 a Pieve Tesino.
Anche Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo si è svolta una solenne cerimonia nel nome di De Gasperi. L’occasione è stata data dall’intitolazione allo statista trentino dell’Aula del gruppo del Partito Popolare Europeo che conta la maggioranza relativa dei parlamentari e dello scoprimento di un busto dello statista italiano. Presenti le massime autorità dell’Istituzione dell’Unione europea e la figlia Maria Romana. I numerosi interventi sono stati un coro di ammirazione e riconoscenza per il figlio della terra trentina entrato nella storia come grande Padre d’Europa unitamente al tedesco Konrad Adenauer e al francese Robert Schuman.
Anche Predazzo non ha voluto mancare all’appuntamento e con una simpatica cerimonia chiesta e voluta in collaborazione con l’Amministrazione comunale dall’Associazione “PREDAZZANI NEL MONDO” sez. Giuseppe Morandini di Olgiate Comasco (Como).
Sabato 2 aprile presso l’Hotel Cimone alla presenza del Vicesindaco Renato Tonet e dell’Assessore Lucio Dellasega è stato consegnato dal Presidente Michele Boninsegna, il ritratto di un giovane Alcide De Gasperi del pittore Ernesto Roversi, olio su tela, in memoria della sua prima azione politica, organicamente strutturata, quella a favore dei segantini della Val di Fiemme, allora ignobilmente sfruttati.
Domenica 3 aprile nel giardino d’ingresso della scuola elementare intitolata alla madre di Alcide De Gasperi Maria Morandini, si è svolta la seconda parte della cerimonia alle ore 10.30 sempre prevista ed organizzata da un folto gruppo di “Predazzani nel mondo” sezione G. Morandini di Olgiate Comasco.
Nell’introdurre la cerimonia il presidente dell’Associazione ha richiamato l’importanza per coloro che sono lontani dal paese natio ed è essenziale avere il ricordo, la testimonianza il sentirsi partecipi a qualcosa di più grande che rinfranca l’animo e da speranza per il futuro.
Chi era De Gasperi
1881: Nasce a Pieve Tesino il giorno 3 aprile da Amedeo e Maria Morandini. È il maggiore di altri tre fratelli, Mario, sacerdote, Marcella e Augusto.
1903: Viene nominato segretario del Comitato Studentesco per l’Università Italiana a Trieste.
1904: Viene arrestato a Innsbruck assieme a Cesare Battisti e ad altri 140 studenti italiani.
1905: Assume la direzione de “La voce cattolica”, che sarebbe diventato “Trentino”.
1911: Viene eletto deputato nel Parlamento austriaco.
1918: È eletto segretario del Fascio Nazionale Italiano composto dai deputati trentini irredentisti.
1919: Presiede il primo Congresso Nazionale del Partito Popolare Italiano ed è nominato membro del Consiglio Nazionale.
1921: È eletto deputato nella XXVI Legislazione Italiana.
1922: Si sposa con Francesca Romani a Borgo Valsugana. I coniugi avranno quattro figlie: Maria Romana, Lucia, Cecilia e Paola.
1923: Viene eletto segretario del Partito Popolare.
1927: Viene arrestato a Firenze (viaggiava sotto il nome di prof. Carlo Rossi) e condannato per tentativo di espatrio clandestino a scopo politico a sei anni di reclusione (di cui due condonati) e a 20.000 lire di multa.
1930: Assunto nella Biblioteca Vaticana, con lo pseudonimo di “Mario Zanatta” pubblica “I tempi e gli uomini che prepararono la Rerum Novarum”. Nel 1941 diventa segretario della stessa biblioteca.
1942: Riprende l’attività clandestina per la costituzione del Partito Democratico Cristiano.
1943: Per sfuggire alle ricerche della polizia fascista, si rifugia in diversi luoghi attorno a Roma, a Castelgandolfo e infine a San Giovanni Laterano.
1944: A Napoli, è eletto segretario del Partito Democratico Cristiano. Nello stesso anno è ministro senza portafoglio del Gabinetto Bonomi e l’anno seguente è ministro degli esteri nei Gabinetti Bonomi e Parri.
1945: il 10 dicembre diventa Presidente del Consiglio dei Ministri, carica che manterrà in otto consecutivi governi.
1946: A Roma viene eletto Presidente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana. Lo stesso anno, il 10 agosto, fa una importante dichiarazione all’Assemblea Generale della conferenza di pace a Parigi.
1949: È ricevuto in udienza solenne in Vaticano da Papa Pio XII.
1952: Riceve ad Aquisgrana il premio “Carlo Magno” per l’Europa.
1953: Presiede il suo ultimo Ministero ed assume la segreteria della DC.
1954: A Strasburgo viene eletto in marzo Presidente dell’Assemblea della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio ed il 16 luglio viene acclamato presidente del Consiglio Nazionale della DC.
1954: Il 19 agosto, alle 2.30, si spegne a Sella Valsugana.

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