BOLIFE DE STORIA PARDACIANA - I SACRAMENTALI
a cura del maestro Francesco Gabrielli
A partire dal 1857 fin verso la fine del XIX secolo a Predazzo erano in vigore i sacramentali. Si trattava di una cerimonia che si celebrava in chiesa una volta all’anno nel mese di marzo, durante la quale i responsabili delle sei principali fontane del paese facevano solenne giuramento per dimostrare l’alto senso del dovere di fronte ai fedeli.
Ognuna delle sei fontane aveva il suo controllore chiamato sovrastante. Questo veniva eletto annualmente dai soci consorziati proprietari della fontana e abitanti nelle vicinanze, che dovevano contribuire anche al mantenimento delle condutture dell’acqua proveniente dalle varie sorgenti.
Tale situazione creava notevoli problemi finanziari, finché domenica 17 maggio 1891 la Rappresentanza Comunale con 15 voti contro 7 deliberò che tutte le fontane pubbliche del paese venissero assunte in carico dal Comune, lasciando il controllo ai sovrastanti, già in precedenza pagati dell’amministrazione.
Alcune fontane erano divise fra abbeveratoio e lavatoio ed erano un punto d’incontro per socializzare. Il bellissimo quadro di Giuseppe Degregorio del “Rondèlo” (1849-1934) che si trova in municipio raffigura alcune donne che, inginocchiate sulla via davanti al Caffè Croce, stanno lavando nella vasca a livello stradale alimentata dal ruscello che scendeva da “Crosèra” (via Dellagiacoma) proveniente dal Travignolo.
Ogni famiglia portava in casa l’acqua attinta dalla corna della fontana, spesso usando il ciampedon, un bastone leggermente incurvato munito di ganci laterali per appendere due secchi di rame chiamati cransediei, che in casa venivano collocati nel traosèl (mobile in legno) con accanto l’indispensabile cassòt (ramaiolo).
Ogni anno, sempre nel mese di marzo, venivano celebrati anche i sacramentali per il giuramento del sovrastante dei gonfalonieri, che, in occasione delle processioni, doveva pensare a trovare chi avrebbe portato i gonfaloni. Il 2 marzo 1857 aveva tale incarico Michele Dellagiacoma (n. 1836) di Accursio “da Molin”.
FONTANE E SOVRASTANTI
Dati riferiti ai sacramentali del 14 marzo 1859.
Le fontane erano sei e precisamente:
1. “ala Pintera” nell’odierna via Dante, tuttora esistente; sovrastante: Gasparo Vida (n. 1821) di Antonio “Ramais”.
2. “in Piazza Grande”, situata alcuni metri distante dalla vecchia Chiesa di San Giacomo, ora municipio lato orientale; sovrastante: Pietro Demartin (n. 1801) di Lorenzo “Rosso”.
3. “Piè di Predazzo” nell’odierna via Garibaldi. C’è incertezza sulla sua ubicazione: poteva essere la fontana alla “Valgera” (Valeria), posta fra l’odierno Albergo Rosa e il negozio Fior di Bosco, che fu demolita dopo l’ultima guerra; oppure quella del “Pinzan”; non è escluso che si tratti di quella del “Bisègol” tuttora in funzione. Il sovrastante era Martino Longo (n. 1831) di Giovanni Maria del “Miòla” (soprannome che diede il nome alla località).
4. “Piazza Piccola” o “Calderoni”, abbattuta recentemente; sovrastante: Giacomo Croce (n. 1818) di Michele “Giocheleta”.
5. “ala Fiera” in via Indipendenza (Ischia), tuttora esistente; sovrastante: Giacomo Gabrielli (n. 1805) di Giorgio “Paolèra”.
6. “a Sommavilla”, probabilmente quella situata in via Venezia di fronte all’ex osteria della “Moidele” al bivio per via Rizolai; sovrastante: Bortolo Guadagnini (n. 1825) di Giacomo “Zanet” o “Pessini”.
SORGENTI E ACQUEDOTTI
La principale sorgente che alimentava le fontane era quella dell’“acqua benedetta”, situata a Sommavilla all’altezza del Cason alle falde del Monte Mulat.
Altre sorgenti erano quella delle Coste, nella zona dei Canzoccoli, e quella delle Fosch, la più lontana. Le prime condutture erano rudimentali, fatte con tubi di legno ottenuti forando i tronchi delle borèle. Un’ordinanza del 1873 raccomandava di costruire canali in pietra.
Nel 1874 il chimico farmacista Giuseppe Agreiter (1828-1887) analizzò l’“acqua benedetta” e stese un verbale descrivendo minuziosamente il contenuto della stessa.
Il 20 giugno 1901 il Comune inviò all’Istituto Agrario di San Michele i campioni delle tre sorgenti per verificarne la potabilità; le analisi rivelarono che l’acqua migliore era quella delle Fosch.
Nel 1908 si cominciò ad introdurre nelle case semplici impianti idraulici, con tubi in ferro che portavano l’acqua in un lavandino (segèr).
Nel 1911 nacque un comitato per realizzare la grande opera della costruzione dell’acquedotto delle Fosch, diretta da un ingegnere superiore tedesco con la collaborazione del perito Valentino Morandini “Gnòch” (1858-1940).
I lavori iniziarono il 25 settembre 1911 con lo scavo della galleria. L’installatore Gentilini di Revò ottenne l’incarico di mettere in opera le tubazioni dalle sorgenti al ponte della Birreria. L’ispettore dei pompieri Valentino Gabrielli “Selèr” (1860-1950) venne incaricato di controllare i lavori.
Il lavoro dei fossi iniziò l’8 novembre 1911, con 80 operai, deviando il Rio di Gardonè per scavare nell’alveo. Successivamente le vie del paese vennero via via interessate dagli scavi, e i lavori si conclusero il 30 novembre 1912.
Molto interessante è il diario dei lavori, che meriterebbe la pubblicazione in occasione del centenario che cade proprio quest’anno.
I CAVEDOLARI DELLE BESTIE
A partire dal 1857 si celebrarono anche i sacramentali per il giuramento dei sovrastanti delle bestie, detti cavedolari, che dovevano occuparsi anche dell’alpeggio estivo e dell’invio delle pecore ai barchi (ovili per le pecore) sulle paludi dell’Adige.
Il 14 marzo 1859 erano sei, uno per ogni categoria di animali. Si celebrarono dunque dodici giuramenti.
Ecco il quadro completo dei cavedolari:
1. Mucche - Matteo Felicetti “Luco” (n. 1829);
2. Manze e vitelle - Battista (de) Angeli (n. 1811), figlio di un ricco possidente che nel 1807 sposò Giuliana Giacomelli del Fincat;
3. Manzi, vitelli e buoi - Bortolo Dellantonio “Ceschin-Bortoleto” (n. 1794);
4. Cavalli, muli e asini - Antonio Boninsegna “Suster- de Marin” (n. 1801);
5. Capre e aozòle - Antonio Morandini di Simone “Simonela” (n. 1788);
6. Pecore e agnelli – Giacomo Bosin del “Crast” (n. 1815).

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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 24 Agosto 2011 13:20)
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