Gruppo “Rico dal Fol”
La indisponibilità a continuare l’impegno, sicuramente gravoso, del coordinatore e la pesantezza delle procedure burocratiche, che sembrano fatte apposta per togliere ai volontari tempo prezioso e soprattutto voglia di fare, potrebbero mettere a rischio la sopravvivenza di una delle componenti associative più apprezzate del paese.
È il gruppo “Rico dal Fol”, costituito una ventina di anni fa e che ora deve affrontare una delle fasi più difficili della sua storia.
Sono una cinquantina di volontari, mai costituiti ufficialmente in associazione, che si trovano quando serve, che lavorano sodo, mettendosi a disposizione della comunità per qualsiasi tipo di intervento che abbia a che fare con la tutela dell’ambiente e la salvaguardia delle tradizioni.
Anche nel 2010, come abbiamo ricordato sul numero di dicembre di questo periodico, l’attività è stata particolarmente intensa. Si è collaborato con l’Amministrazione Comunale, con la Parrocchia, con la Regola Feudale, con la SAT, con la Guardia di Finanza, con l’Associazione “La Filostra” e con il Circolo Pensionati ed Anziani, per la manutenzione dei sentieri e delle passeggiate, per la giornata ecologica, per i “Fuochi di Ferragosto”, per le “Corone dell’Avvento, per lo sfalcio dei prati, per la manutenzione dei cimiteri di guerra, per la giornata del riuso e per tante altre iniziative destinate a mantenere integra quella risorsa preziosissima che è l’ambiente e a dare una risposta immediata alle più diverse necessità.
Ora per altro, Francesco Guadagnini, il popolare “Checo Pavèla”, anche per motivi di salute, ha deciso di lasciare l’incarico di coordinatore, chiedendo di essere sostituito. Tra l’altro, come dicevamo in apertura, gli impegni crescono e la burocrazia diventa asfissiante, creando una montagna di problemi in più.
Bisogna diventare una associazione a tutti gli effetti e con tutte le carte in regola, preparare i bilanci, redarre i verbali, stipulare una assicurazione, aprire una partita Iva, adottare un codice fiscale. Insomma le incombenze diventano ossessive per gente che normalmente bada al sodo e lavora sul concreto, trovandosi a disagio quando invece bisogna operare tra le scartoffie.
Francesco lascia ma nessuno sembra intenzionato a prendere il suo posto e quindi le prospettive si fanno problematiche, al punto da ipotizzare la fine di questa straordinaria esperienza.
Era nata nel
1987 quasi per caso, quando era stata sistemata la croce sul monte Feudo. Poi è cresciuta, anno dopo anno, con l’adesione di deci ne di collaboratori, disponibili quando serviva, senza legarsi a regole troppo rigide ed evitando perfino di nominare un direttivo. Del resto, il presidente si occupava un po’ di tutto e quindi, quando c’era un problema da risolvere, era facile rivolgersi a lui.
“Ringrazio tutti i volontari per la loro disponibilità, ma non me la sento più di andare avanti” conferma il Checo, affiancato dai suoi più stretti collaboratori, Pino Gabrielli e Lorenzo Felicetti.
“Mi auguro che qualcuno si faccia avanti e che arrivino i giovani a garantire continuità a questo nostro impegno”. Facile a dirsi, anche se la speranza è l’ultima a morire ed è doveroso l’auspicio che si possa trovare un successore.
Chi volesse mettersi a disposizione, è pregato di rivolgersi a Francesco, a Pino o a Lorenzo. Le porte sono spalancate. Importante è crederci. Senza il Gruppo “Rico dal Fol”, il paese sarebbe sicuramente più povero.
M.F.

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Ultimo aggiornamento (Lunedì 22 Agosto 2011 10:16)
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