Serata con i Bastard e la Blood Rockers Band
L’idea del concerto è nata da Gabriella Deflorian, referente dell ‘ADMO delle valli di Fiemme e Fassa e da Giuseppe Facchini detto “Cialdo”, persona molto nota, nonché assessore del Comune di Predazzo.
Forti della loro energia e del loro costante impegno si erano chiesti se sarebbe stato possibile sensibilizzare la popolazione sulla donazione del midollo osseo attraverso un concerto di musica Rock.
Inizialmente poter coniugare le due cose poteva sembrare impossibile ma, visto che era l’unico modo per poter avvicinare i giovani al mondo della donazione, valeva la pena di tentare, organizzando il tutto presso il palazzetto dello Sporting Center di Predazzo.
Al titolare signor Mauro Perencin è piaciuta molto l’iniziativa e così grazie all’aiuto del Comune di Predazzo, delle Casse Rurali di Fiemme e Fassa, del Consorzio Bim Adige, della Provincia Autonoma di Trento e da tanti altri generosi sponsor il giorno sabato 22 gennaio si è dato il via all’attesissimo concerto de “I BASTARD SONS OF DIONISIO”.
La serata è iniziata con un presentatore d’eccezione, il noto climbers e potenziale donatore Pietro Dal Prà, che con il suo spirito allegro e il cuore d’oro è riuscito ad incantare il numeroso pubblico.
Un motivo di successo è stata la decisione di Michele, Jacopo e Federico i tre rockers trentini a farsi tipizzare ed entrare anche loro a far parte della grande famiglia dei donatori di Midollo Osseo.
Il compito dell’Associazione era quello di riuscire, in quel clima festoso, a lasciare qualcosa di concreto e grazie al loro nobile gesto, ADMO è diventato ancora più credibile e reale: sensibilizzare la popolazione ed aiutare chi è ammalato di leucemia e neoplasie del sangue.
La musica è iniziata con il caloroso gruppo di supporto la “BLOOD ROCKERS BAND” (il rock salva la vita il midollo ancora di più) capitanato dal Dott. Massimo Ripamonti. Con lui altri componenti della band, tutti dipendenti dell’Azienda Sanitaria Trentina che assieme al gruppo “La ciantarines de Soraga” hanno proposto alcuni grandi classici della storia del Rock riuscendo ad animare fin da subito il pubblico presente.
Quando Pietro ha introdotto la serata è riuscito, con un atteggiamento assolutamente giovane e compatibile, a catturare l’attenzione e l’interesse di tutti i presenti. Quello che è incredibile è che seppure ad un concerto Rock Pietro è riuscito a far regnare il silenzio quando la gente doveva ascoltare.
Molto commovente e atteso è stato quando sul palco sono intervenuti: Giovanni Spitale, un giovane di 23 anni in attesa di trapianto accompagnato da Carmelo Ferrante donatore effettivo e da Claudio Tait trapiantato e fortunatamente guarito.
Giovanni ha colpito il cuore di tutti quando ha rimarcato ciò che la malattia impone e i rischi infettivi legati ad essa.
“Un anno fa non avrei potuto esser qui... è pesante sapete! Provate ad immaginare cosa voglia dire mangiare cibi sterili, girare con una mascherina, non poter abbracciare una persona, non poter baciare la propria ragazza. Le terapie oggi mi hanno permesso di essere presente, però senza un donatore compatibile, se mi va bene, non ho che dieci anni da vivere”.
Durante la sua testimonianza regnava un silenzio quasi innaturale e lo stesso copione si è ripetuto durante gli interventi di Carmelo Ferrante e Claudio Tait.
Carmelo sorrideva il giorno della donazione. “Non ero in ospedale perché stavo male, ero in ospedale per ridare la speranza di vita a qualcuno e da quel giorno la mia vita ha acquisito un senso in più”.
Claudio dal canto suo ha ricordato che certe malattie non permettono nemmeno di poter aspettare degli anni. Nella maggior parte dei casi il donatore dev’essere trovato molto in fretta. “La malattia, la leucemia nel mio caso, ti devasta, ti toglie tutto, persino la dignità.
Spesso l’unica via di guarigione è quella del trapianto e spesso un donatore compatibile non viene trovato, oppure non viene trovato in tempo. Il mio donatore in primis mi ha ridato la speranza di poter guarire e poi tutto il resto. Sono tornato alla vita di tutti i giorni fatta di tante piccole cose apparentemente insignificanti, ma dal valore enorme. Mi ha ridato alle persone che mi vogliono bene, mi ha ridato ai miei genitori, mi ha ridato la vita. Abbiamo la possibilità di decidere della vita di qualcun altro, non lasciamoci sfuggire questa occasione”.
Su quel palco, in quel momento, si poteva percepire un’umanità molto forte e quel movimento per la vita dal valore enorme è stato sicuramente sentito anche dal pubblico presente, anche se il contesto era quello di un concerto Rock. Solo il fragoroso applauso è riuscito a rompere il silenzio che si era generato durante le tre testimonianze. Il messaggio era arrivato, adesso era giunta l’ora del Rock, era giunta l’ora dei The Bastard Sons of Dioniso. Che dire di loro. Semplicemente fantastici. Due ore di concerto, fan in delirio e un nuovo binomio da portare avanti. Per concludere la frase che in chiusura Pietro Dal Prà ha rivolto al pubblico presente: “Non vi impongo di diventare donatori di midollo osseo, ma una promessa ve la chiedo. Dovete promettermi che quando tornerete a casa dedicherete 10 minuti del vostro tempo per consultare il sito dell’ADMO e per informarvi un po’. Me la fate questa promessa?” E il pubblico ha urlato “Sì!”
Un grazie di cuore a tutti i volontari dell’Admo che hanno collaborato in questa serata, alle forze dell’ordine, alla Croce Bianca, alla Croce Rossa, alla Sportiva che assieme a Giulia Delladio ci ha aiutato a far sì che questa serata rimanga nella storia.
GRAZIE a TUTTI
Chi si trova nelle valli di Fiemme e Fassa e vuole informazioni sull’ADMO può telefonare al nr. 335/8356386, scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure può visitare il sito www.admotrentino.it.

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