VARIANTE URBANISTICA: DUE PAESI E DUE MISURE?
Progettiamo Predazzo
Il Consiglio Comunale di Predazzo ha recentemente approvato a maggioranza la 6^ variante urbanistica al PRG. Il voto del consiglio, giunto dopo animata discussione, è stato chiaro e inequivocabile: 13 voti favorevoli (la maggioranza) e 7 voti contrari (la minoranza).
Ma qual'è il contenuto della variante? E quali sono le ragioni che ci hanno convinto a votare contro? Nella sostanza, la variante contiene due modifiche al PRG: la prima riguarda la famigerata S.U.R. e la seconda detta delle regole di minor favore per il recupero dei sottotetti a fini abitativi.
Ma andiamo per ordine: cos'è questa benedetta S.U.R. che tanto turbava i sogni (ora ritornati d'oro) dell'Amministrazione?
S.U.R. è un acronimo che significa Superficie Utile Residenziale. In pratica, per calcolare "quanto" è possibile costruire, si escludeva tutto ciò che non è "utile", nel senso di "abitabile", come i muri perimetrali, i vani scala ed alcuni vani tecnici.
Il concetto di "superficie utile" era stato introdotto per favorire un'edilizia di qualità, dato che spesso in passato abbiamo assistito all'edificazione di costruzioni con murature perimetrali di tamponamento da 25 cm di spessore (o anche meno), vani scala ridotti ai minimi termini, ascensori inadatti al trasporto di più di una persona e un gatto contemporaneamente, ed altri ameni esempi di sfruttamento intensivo dello spazio a disposizione.
E tutto ciò per aumentare i metri quadrati residenziali "vendibili", a discapito dei servizi comuni e dell'isolazione dell'edificio. A nostro parere, il principio di "superficie utile" non andava eliminato, bensì corretto, introducendo dei limiti capaci di impedire ai soliti "furbetti del quartierino" di approfittarsene.
Introdurre dei limiti all'utilizzo della "SUR" sarebbe stato il modus operandi più logico e razionale, ma la maggioranza aveva altre intenzioni: prima ha dichiarato che era necessario eliminare quelle norme che avevano provocato l'esplosione volumetrica, e poi ha deciso di eliminare la "superficie utile".... ma soltanto su alcune aree!!
Nello specifico, la variante adottata lo scorso aprile, prevede che su alcune aree non si possa più edificare secondo la regola della "superficie utile", che risultava più favorevole (visto che non computava i volumi tecnici), ma si debba applicare il criterio più restrittivo e penalizzante del volume geometrico. Stranamente, sulle altre aree del Comune, cioè sulle zone alberghiere, sulle zone a campeggio e sulle zone residenziali inserite nei piani attuativi, continua invece ad applicarsi la regola della "superficie utile"!!
A questo punto vogliamo condividere con i (e)lettori due considerazioni: la prima è che, a nostro parere, l'alto numero di interventi autorizzati prima dell'approvazione della variante ha reso inefficaci le "nuove regole", proprio perché, di fatto, molti interventi edilizi sono già stati autorizzati con le vecchie regole (la SUR) e potranno essere tranquillamente costruiti nei prossimi anni .... per dirla con un vecchio adagio "si chiude la porta della stalla quando i buoi sono scappati"...
La seconda considerazione, ben più importante, parte da una domanda tanto legittima quanto semplice: se la regola precedente (la superficie utile) consentiva esplosioni volumetriche incontrollate, per quale motivo si è deciso di eliminarla soltanto per una parte del territorio comunale, lasciandola operare in altre zone? In particolare nelle zone alberghiere, nelle zone a campeggio e nelle zone residenziali incluse nei piani attuativi? Forse che albergatori, gestori di campeggi e proprietari di terreni nelle zone ad attuazione garantiscono una edificazione "non speculativa"?
Come abbiamo ribadito più volte in consiglio comunale, questa distinzione di trattamento è a nostro parere inaccettabile, perché iniqua e discriminatoria.
Se la maggioranza intendeva tornare alla "volumetria geometrica" doveva farlo su tutto il territorio co-munale; se si cambiano le regole del gioco lo si deve fare nei confronti di tutti, non soltanto nei confronti di una parte della popolazione.
La seconda ragione per la quale abbiamo votato contro riguarda la modifica della norma sui sottotetti. La norma precedente consentiva di sopraelevare oltre una certa altezza al fine dell'ottenimento della superficie minima d'alloggio. In sostanza, se l'intervento di recupero era funzionale alla realizzazione di un alloggio, si dava la possibilità di superare il vincolo di altezza massima.
Adesso, con l'adozione della variante, tale possibilità viene in alcuni casi esclusa, a tutto svantaggio di quei cittadini che, proprietari di un sottotetto, avrebbero potuto recuperarlo per realizzare un alloggio, magari per i figli. Pur condividendo la necessità di adottare dei principi di corretto sviluppo urbanistico, crediamo debbano essere coniugati con le esigenze abitative della cittadinanza, specie in un momento di crisi economica come quello attuale in cui acquistare una casa sul libero mercato non è cosa alla portata di tutte le famiglie.
Meglio sarebbe stato lasciare inalterata la norma sul recupero dei sottotetti, che tra il resto garantiva anche una significativa fonte di reddito per le piccole imprese artigiane impegnate nell'edilizia. Cosa fare ora che la variante è stata adottata dal consiglio comunale?
Per quanto ci riguarda, cercheremo anche in sede di seconda adozione (per legge, il consiglio comunale è chiamato ad "approvare" due volte la stessa variante prima della sua approvazione finale da parte della Provincia) di far cambiare idea alla maggioranza, nella convinzione che l'obiettivo non sia quello di alimentare la contrapposizione politica ma, al contrario, quello di dare un contributo affinché si prendano le scelte migliori per lo sviluppo sostenibile del territorio.
Andrea Giacomelli
Capogruppo

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