Dai Gruppi Consiliari
![]() Nel mese scorso la Lista Predazzo Democratica ha organizzato una serata pubblica dal titolo calzante visti gli argomenti trattati e su quanto voleva essere messo a fuoco. Si è partiti facendo il punto della situazione, fermando l’attenzione sul sottile pericolo di “non avere un programma a medio e lungo termine” per la scelta delle strategie e degli interventi per il nostro paese. Non condividiamo quella che è stata da noi definita “la progettazione a coriandoli”, cioè perseguire dei progetti che presi singolarmente possono essere apprezzabili (parcheggi interrati di attestazione, bike shering, galleria nel Monte Mulat, pedonalizzazione del centro storico, piano fontane, incentivazione alla realizzazione di parcheggi privati in centro storico, ecc), ma che si rivelano poi non far parte di una visione complessiva di sviluppo armonico. Prendiamo come esempi due piccoli “coriandoli”, cioè due idee che sembravano buone ma che messe insieme e soprattutto non avendole valutate a sufficienza, come invece si dovrebbe fare, hanno determinano un effetto catastrofico per l’intera Predazzo: • Il primo coriandolo è la zona artigianale e commerciale. Nata per consentire l’insediamento di attività artigianali, presto si è trasformata lasciando una impronta negativa a danno delle zone centrali di Predazzo. Infatti, consentendo anche l’insediamento di commercio al dettaglio, studi professionali, ambulatori medici, uffici amministrativi ed altro non si è fatto altro che aggravare la tendenza, purtroppo ormai chiara, alla decentralizzazione e alla nascita di nuove periferie. Tutto questo ha e sta portando allo svuotamento del centro storico di esercizi commerciali, di servizi ed infine delle abitazioni per residenti. Infatti, spesso la possibilità di realizzare la propria residenza è la motivazione principe che induce alla realizzazione del capannone o laboratorio. • Il secondo coriandolo è la abnorme quantità edificatoria che si è realizzata negli ultimi mesi in paese. Fenomeno che è stato arrestato attraverso la recentissima VI variante di PRG, fortemente voluta e proposta dalla nostra Lista. Agli occhi poco attenti poteva sembrare un’idea buona, sostituire edifici datati nel tempo in cattive condizioni di manutenzione, con altri nuovi, ricostruiti con tecnologie più moderne ed efficienti dal punto di vista energetico. Si è nascosta, dietro lo stendardo della riqualificazione, una mera speculazione edilizia, sempre a danno dei residenti. Tutto questo patrimonio immobiliare, reso disponibile e appetibile attraverso la possibilità di notevoli aumenti volumetrici rispetto all’esistente, non è normato dalla “Legge Gilmozzi”, cioè può essere venduto sul libero mercato, a chiunque sia disposto a pagare delle somme alte per delle metrature piccole.... Insomma non certo per i residenti o quelli che vorrebbero formare una famiglia. Il risultato, e ce ne accorgeremo sempre di più con il tempo è quello di allontanare la popolazione dal centro paese per portarla in zone sempre più periferiche; con il risultato che il centro del paese sarà un luogo pieno di vita e di macchine nel periodo natalizio e di ferragosto e vuoto con appartamenti chiusi in tutti gli altri periodi dell’anno... un po’ come via Lagorai e via di Poz. Questo, come altri argomenti, ad esempio la pianificazione di Bellamonte, la pedonalizzazione dell’asse storico del paese ecc. sono stati il punto di partenza della presentazione della riunione, per poi proporre idee e progetti condivisibili, alcuni anche facilmente attuabili. Noi consideriamo la valorizzazione del territorio come il metodo per uscire da questo degrado urbano generale, ripensando alla pianificazione non per zone specializzate ma con un piano di azione in grado di delineare gli obiettivi da raggiungere definendo scelte e contenuti di assetto e sviluppo. Proponiamo differenti modelli di progettazione dove si ha la possibilità di individuare il migliore risultato fra differenti proposte, anziché scegliere l’unica soluzione possibile. I progetti presentati durante la serata hanno avuto il medesimo comune denominatore: ripensare allo spazio aperto come elemento in grado di generare una qualità paesaggistica ed urbana molto più elevata. La rappresentanza dell’Amministrazione comunale, presente in sala durante l’incontro con la Sindaco e qualche assessore, ha espresso pubblicamente la condivisione del 99% delle nostre idee. Ora auguriamoci di vedere quanto proposto tramutato in fatti ma soprattutto, cosa importante da ricercare in modo congiunto, cerchiamo di vedere oltre l’immediato, valutando attentamente i risvolti delle scelte che si faranno, auspicando così di non dover intervenire dopo che i buoi sono fuggiti, con l’ennesima variante al Piano Regolatore!! Architetti Francesca Volpetti e Luca Donazzolo per conto della Lista Predazzo Democratica Leggi Tutto
ARREDO URBANO: INTERVISTA A IGOR GILMOZZINel Consiglio Comunale dello scorso ottobre avete presentato, come gruppi consiliari Predazzo Viviamola e Uniamo le Distanze, un ordine del giorno avente ad oggetto l’arredo urbano di Predazzo. Puoi spiegare le motivazioni che vi hanno spinto a farlo? A nostro parere l’amministrazione comunale, al di là della propaganda, sta facendo poco per il nostro territorio. Abbiamo quindi deciso di stimolare la discussione su un argomento a noi particolarmente caro, riteniamo urgente, visti i lavori che hanno interessato e che interessano il nostro abitato, e che rientra in un progetto più ampio chiamato la “Predazzo che Vorrei”. Parlando di arredo urbano possiamo trattare un’infinità di punti, prima di farlo mi racconti il progetto “Predazzo che vorrei”? Certo. È un contenitore di idee, di proposte che maturano grazie al confronto e all’aiuto di molti concittadini che ci segnalano i loro punti di vista, le loro opinioni su diversi argomenti e che hanno come comune denominatore la voglia di disegnare una paese ideale, appunto la “Predazzo che Vorrei”. Puoi fare un esempio pratico? Un esempio è quello che proponiamo su questa pagina. Siamo partiti dalle segnalazioni che abbiamo ricevuto sullo stato di abbandono degli ingressi del paese e dalle proposte per abbellire le rotatorie lì insistenti. Da qui è nata la richiesta all’architetto Enrico Brigadoi di Predazzo di elaborare una proposta che avesse come linea di sviluppo la geologia (di cui parliamo in altro articolo su questa pagina, NdR) Arriviamo, quindi, al punto: perché proprio la geologia? Per le caratteristiche geologiche del nostro paese che ricordo sono uniche grazie al famoso vulcano di Predazzo. Dobbiamo valorizzare questa caratteristica e comunicarla all’esterno in modo coerente anche perché nel nostro paese esiste uno straordinario museo geologico con un potenziale ancora inespresso; per questo motivo abbiamo proposto al professionista di inserire nelle due rotatorie esistenti, verso Moena e verso Ziano di Fiemme, oltre che a quella ipotizzata verso Bellamonte, degli elementi in pietra, diversi per ognuna ma tipiche della nostra zona: in monzonite, in predazzite e in granito rosa. Vorrei sottolineare che si tratta di una proposta semplice, poco impattante, economica e, se veicolata bene, densa di significati. Potrebbe essere una soluzione anche se siamo consapevoli che sarebbe auspicabile indire un concorso di idee sull’argomento in modo da coinvolgere più professionisti. Come è stata accolta questa iniziativa dall’amministrazione comunale? Il nostro obiettivo non era quello di ricevere consensi ma quello di stimolare l’amministrazione ad agire, ad attivarsi, in modo da farla uscire dalla superficialità di questi ultimi 18 mesi. In merito la sig.ra Sindaca ci ha comunicato che gli spazi delle rotatorie in questione saranno occupati fino al 2013 dai totem informativi dei Mondiali. Visto l’impatto visivo della proposta dell’architetto Brigadoi, oggettivamente minimalista, ci chiediamo perché non possano coesistere entrambi. Gianna Sartoni Architetto Brigadoi, vuole spiegare come è nato il progetto per l’arredo delle rotatorie? La caratterizzazione dei tre ingressi al paese, attraverso una soluzione organica, che vede nell’uso della pietra un richiamo alla storia di Predazzo è alla base dell’idea progettuale. Ragionando sull’uso di questo materiale, ho cercato di spingermi oltre il suo semplice utilizzo come elemento d’arredo, riportando in scala urbana un oggetto che caratterizza i percorsi in alta montagna: l’ometto. L’ometto è una semplice costruzione artificiale, che consiste nell’impilare, l’una sopra l’altra, pietre di diverse dimensioni. In montagna, sopra i 2000 metri, spesso rappresentano le uniche tracce che segnano il percorso. Rapportandosi con spazi urbani che, attraversati con l’automobile, risultano fuggevoli, sarà necessario un ridimensionamento dell’oggetto evocato: un segno forte e leggibile ma che lascerà senza dubbio al passante un’ interpretazione non di certo univoca. Le pietre da utilizzare potranno essere di dimensioni diverse e solo grossolanamente squadrate. Questo permetterebbe di utilizzare scarti o blocchi di recupero, rendendo il manufatto non particolarmente oneroso. Mi affascina inoltre l’idea che la costruzione appaia in equilibrio precario, e che la struttura (uno o più perni in acciaio) risulti nascosta, lasciando i blocchi in pietra come unici protagonisti. L’ometto, posizionato al centro delle rotatorie, avrà quindi un’altezza complessiva superiore ai 3 metri; alla base sarà realizzato un plinto in cemento armato che riaffiorerà di pochi centimetri dalla superficie inerbita. Nel plinto potranno essere inseriti faretti ad incasso che, con luce radente, creeranno un gioco di luci ed ombre durante le ore di buio. Le pietre da utilizzare saranno, il granito rosa per l’ingresso a nord, la predazzite per quello a sud e la monzonite ad est, nella rotatoria che da piano dovrebbe sorgere sull’intersezione tra Via Venezia e Via Marconi. In questo modo si localizzerebbero le cave d’appartenenza. Non escludo infine che si possa integrare l’opera con specie arboree d’alta montagna come il rododendro o il pino mugo. ![]() Carissimi lettori, anche quest’anno volge al termine e viene il tempo di redigere il “bilancio” (non solo in termini economici) di quanto fatto e, soprattutto, di programmare e progettare le attività dell’anno futuro. Innanzitutto l’augurio che Vi porgiamo è quello di trascorrere le più liete e serene Festività Natalizie, affinché il 2012 possa portarVi tante concrete soddisfazioni. Lasciamo a Voi trarre un bilancio dell’operato dell’Amministrazione, in termini positivi o negativi; nel frattempo, ci preme dare un contributo propositivo, pur nel nostro ruolo di “minoranza” (costruttiva). Una delle questioni che ci preoccupano, è quella relativa al Comparto Edilizio di Via Dante. Una situazione di stallo che sembra non avere una soluzione in tempi brevi e che rischia di trascinarsi per molti anni. Ora, in questa fase di crisi del mercato immobiliare, probabilmente nessun operatore privato è propenso ad avventurarsi in un’operazione così delicata e rischiosa. A nostro modo di vedere, un modo per “venirne fuori” è attivarsi per fare intervenire ITEA SpA (l’Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa controllato dalla Provincia Autonoma di Trento), un ente c he non deve necessariamente rispondere a logiche di profitto e che può essere sensibile, se opportunamente stimolato, a risolvere un problema che non è più di un singolo operatore ma ormai dell’intera comunità.Altro problema che periodicamente torna all’attenzione della pubblica opinione, magari attraverso (inconcludenti) convegni, è quello che riguarda lo spargimento di liquami in aree agricole, con relativi disagi in termini di “odori” e non solo. Possibile davvero che non si riesca ad attivare la procedura di progettazione e realizzazione di un impianto di Biogas (come nel vicino Sudtirolo), risolvendo il problema e producendo, fra l’altro, energia elettrica pulita? Ultima questione che riteniamo meritevole di segnalazione è la seguente: sul tavolo delle Amministrazioni di Predazzo e Ziano è depositato il progetto preliminare di un Campo di Golf nella zona attorno al “Mas del Cialdo”; noi siamo convinti che una soluzione come quella prospettata (che andrebbe ad occupare per l’80% aree attualmente boschive), poco impattante ed inserita in maniera gradevole nell’ambiente circostante, realizzata senza l’intervento diretto delle Amministrazioni Comunali che dovrebbero fare solo da “catalizzatori” del processo, sia condivisibile. Il golf è uno sport sempre più praticato (erroneamente considerato “d’elite” ma in realtà alla portata di molti) che andrebbe a riqualificare il nostro turismo, specialmente nella stagione estiva che, a differenza di quella invernale, comincia a dare qualche segnale di sofferenza. Speriamo che su questa tematica, naturalmente complessa e meritevole di essere trattata in tutti i suoi molteplici aspetti, possa nascere un dibattito costruttivo e scevro da pregiudizi. Andrea Giacomelli Leandro Morandini Gruppo consiliare Progettiamo Predazzo Ultimo aggiornamento (Mercoledì 25 Gennaio 2012 11:24) |
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