Nel mese di febbraio la Giunta Comunale ha incontrato l’Assessore Provinciale alla Sanità dr. Rossi ed il suo staff, illustrando la necessità di garantire spazi adeguati ai servizi sanitari ed alla cultura sanitaria, per assicurare un servizio assistenziale sanitario continuativo sulle 24 ore, per risolvere la comproprietà fra la Azienda dei Servizi Sanitari (2/3) ed il Comune di Predazzo (1/3) dell’attuale casa della salute/biblioteca. In quell’occasione il dr. Rossi ha rimarcato come la struttura dovesse essere “riempita di contenuti” e non di soli ambulatori trasferiti da altre sedi e resi più confortevoli. In particolare si è soffermato sulla necessità di creare i Punti Unici di Accesso (PUA), previsti nel nuovo piano sanitario provinciale, e che rappresentano un” modello organizzativo di integrazione tra servizi sanitari e sevizi sociali diretto all’orientamento ed alla presa in carico del cittadino in maniera qualificata ed integrata, garantendo la continuità assistenziale sociale e sanitaria e la presa in carico globale dei bisogni complessi del cittadino”.
Recentemente sia il dr. Andrenacci, Direttore del Distretto Sanitario Est, cui apparteniamo, sia il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) dr. Flor, hanno ribadito il sostegno ad una struttura in cui concentrare tutti i servizi socio-sanitari territoriali, anche amministrativi, superando ad¬dirittura il concetto di Casa della Salute per farne la sede del Distretto Sanitario. Gli spazi richiesti sarebbero ben maggiori rispetto al progetto del 2008, su cui sia l’attuale amministrazione che la precedente hanno espresso forti perplessità, e ver-rebbero distribuiti su quattro-cinque piani di settecento metri quadrati ciascuno.
L’Amministrazione Comunale ritiene che l’area a suo tempo individuata nelle adiacenze della antica stazione ferroviaria dell’architetto Sottsass sia improponibile e individua come alternativa quella attualmente occupata dai magazzini comunali in via Marconi. Questo sia per salvaguardare un edificio di indubbio pregio architettonico, sia per facilitare l’accesso agli utenti, essendo a due passi dalla stazione “delle corriere” e dal parcheggio. L’idea ha incontrato il favore del dr. Rossi e dei suoi collaboratori. Il terreno verrebbe ceduto alla APSS che a sua volta alienerebbe al Comune i due terzi dell’attuale Casa della salute. I magazzini comunali verrebbero trasferiti al “capannone Croce” che nessuno ha dimostrato di voler acquistare (due aste deserte).
Nella nuova struttura potrebbero trovare collocazione il PUA, gli ambulatori per i medici di famiglia che volessero garantire in modo coordinato una loro presenza sulle dodici ore quotidiane, la guardia medica festiva e notturna, la medicina turistica, gli ambulatori specialistici con adeguata attrezzatura (ad esempio la possibilità di eseguire il campo visivo) quali la dermatologia, l’oculistica, l’otorinolaringoiatria, la medicina sportiva, l’odontostomatologia, l’urologia, la cardiologia, la geriatria e le cure palliative, la neuropsichiatria infantile (attualmente isolata in un edificio adiacente all’ospedale e senza recapito fisso), la psicologia medica; la FKT magari con orari più flessibili in modo da facilitare l’accesso anche alle persone che lavorano, la dietologia medica (cadenze mensili?), il consultorio, il servizio di igiene pubblica, il servizio sociale, la sede del Direttore di Distretto, l’ambulatorio veterinario, la sede dell’UVM che valuta i requisiti per l’accesso alle case di riposo ed alla assistenza domiciliare integrata-cure palliative per i pazienti complessi; il servizio infermieristico territoriale, di cui si auspica il prolungamento dell’orario almeno sino alle ore 18; il servizio prelievi; lo sportello per il disbrigo delle pratiche burocratiche (se gli uffici amministrativi venissero trasferiti nella nuova struttura non si correrebbe il rischio di un ulteriore depotenziamento del servizio); una sala riunioni dove concentrare i processi formativi-informativi socio-sanitari; spazi per la prevenzione delle dipendenze (alcool, fumo, altre droghe, gioco); centro diurno o di tipo occupazionale per l’utenza con neces¬sità sociali e non eleggibili in casa di riposo o con lunghi periodi di attesa.
Tutte queste proposte meriterebbero riflessioni più dettagliate, che sono disposto a condividere con chi ne avesse la curiosità, e sono comunque il frutto del lavoro di numerosi attori, le Amministrazioni Comunali, la Conferenza dei Sindaci, la Comunità di Valle (forse un po’ troppo lenta nel recepire queste istanze!), i Servizi Sociali e Sanitari.
Il lavoro di sintesi e di integrazione ha portato a documenti che sono stati discussi con la controparte, Assessorato Provinciale alla Sanità ed APSS, trovandone sostanziale convergenza. Di qui nasce la convinzione che finalmente la Casa della Salute possa essere realizzata.
dott. Giovanni Maffei
Assessore alle politiche sociali
ed alla sanità
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