Una doverosa premessa. Come non di rado succede – ma non è per questo detto che le cose non pos¬sano anche evolvere positivamente – anche nel caso di specie c’è voluto parecchio tempo, visto che la questione è stata molto ed a lungo dibattuta sui tavoli competenti, non sempre con successo, talvolta pure in maniera sofferta.
A riguardo, taluni osservatori fanno notare che in buona parte dipende dal sistema farraginoso e stantio che troppo frequentemente tende a caratterizzare il modus operandi di certe amministrazioni, in particolare di quelle pubbliche.Saranno pure non sbagliati certi commenti, credo, tuttavia, che le valutazioni debbano essere fatte con serena cognizione di causa, quindi in modo approfondito e con un minimo di adeguatezza e di obbiettività.
Ma veniamo, come si suol dire, al dunque. Anno 1999. Ero da poco stato nominato Vicesindaco, ricevendo in carico, tra le altre, anche la competenza relativa alle problematiche socio-sanitarie, allorquando all’Amministrazione Comunale di allora venne sottoposta un’esigenza da parte del Servizio socio-assistenziale d’ambito, inerente la realizzazione di un Centro Aperto per Minori, che fosse atto a coprire i bisogni dell’alta Valle di Fiemme, posto che un analogo Centro aveva già anni prima aperto i battenti a Cavalese, risultando peraltro insufficiente a far fronte ad un fabbisogno valligiano che si andava attestando in maniera sempre più crescente.
Non mi soffermo sui dettagli, così come sarebbe fuori luogo dilungarsi sugli iter burocratici, non esenti da innumerevoli travagli e da svariate difficoltà, cionondimeno superate grazie alla buona volontà dell’Esecutivo, ad una giusta ed equilibrata dose di determinazione ed alla costruttiva colla-borazione di molti attori.
L’opera è stata interamente (arredi interni compresi, anche se disgiuntamente, su diverso capitolo di spesa) finanziata dalla Provincia Autonoma di Trento, grazie all’impegno ed alla sensibilità dell’allora Assessore competente, dott. Mario Magnani, nonché in forza di un puntuale e rigoroso coordinamento posto in essere da parte del competente Servizio del Comprensorio di Fiemme.
Ho voluto premettere quanto sopra, per evidenziare ora quanto segue. I più sanno che il Centro si trova nel seminterrato delle Scuole Elementari, ma probabilmente solo pochi sono a conoscenza del fatto che quegli spazi, rimasti forzatamente inutilizzati per circa cinquant’anni, erano completamenti invasi dal materiale di risulta ottenuto dagli scavi effettuati per la costruzione dell’edificio progettato dall’architetto Ettore Sottsass.
A detta di alcuni, non aveva senso alcuno procedere al recupero di quegli spazi, in quanto comunque riposti sotto terra e poi anche a causa dell’esosità dei costi.
Ma il risultato ottenuto, sotto gli occhi di tutti, ha finito con lo sconfessare la scoraggiante opinione di costoro. Tra l’altro, i lavori sono costati e 750.000,00 circa, somma tutt’altro che da capogiro, considerata la complessità dei lavori, imprevisti compresi.
Ma non solo: con detta cifra, si è pure riusciti a procedere sia ad alcune operazioni di consolidamento strutturale (lo cito, visto che della sicurezza del manufatto in questione, anche dal punto di vista antisismico, si è recentemente riportato sulla stampa locale l’esito di una perizia tecnica fatta fare per ovvie ragioni precauzionali), sia alla sistemazione di spazi pertinenziali a destinazione sportiva, e questo, in virtù di un’economia di spesa che non è caduta per grazia ricevuta dal cielo
!Altro fatto degno di nota, che ritengo sia utile mettere in evidenza e far conoscere ai cittadini – visto che la formulazione di queste mie precisazioni è stata sollecitata dall’inaugurazione del Centro Giovani, evento che ho per l’appunto avuto il piacere di poter leggere sul giornale L’Adige – è quello che vado ora ad illustrare e con questo chiudo le mie digressioni.
Ho fatto sopra breve cenno al recupero del seminterrato (lato fronte Via Degasperi) delle Scuole Elementari, operazione questa non condivisa da tutti, la quale, invece, dando ragione a coloro che l’hanno fortemente voluta, ci ha consentito di mettere nella fruizione delle comunità locali spazi vitali, senza dover consumare ulteriore territorio alla nostra realtà insediativa, la potenzialità edificatoria della quale è ormai estremamente esigua.
Un inciso: animata da analoghi intenti, l’Amministrazione Comunale, qualche anno fa, ha proceduto al recupero del sottotetto del Municipio, del tutto inagibile, malsicuro e totalmente carente dal punto di vista termico, creando nuove e generose disponibilità volumetriche.
Nelle ferme intenzioni di quella Amministrazione - lo riporto a puro titolo di cronaca – v’era pure il recupero del sottotetto, anch’esso del tutto bisognoso di opportuni ed idonei interventi edilizi, posto al di sopra del Teatro Comunale.
Ebbene, in aggiunta a quanto sopra, a fronte di necessità logistiche del Centro Aperto per Minori più contenute rispetto all’effettivo risultato finale poi ottenuto, l’Amministrazione Comunale, proprio perché aveva comunque già in animo di voler destinare uno spazio apposito, che sia dedicato alle specifiche esigenze dei giovani, ritenne - credo, con lungimiranza - di procedere al recupero dell’intero seminterrato, con il preciso scopo di riservare, una volta completati i relativi lavori, una adeguata porzione degli spazi realizzati alla fruizione delle esigenze della compagine giovanile organizzata della nostra comunità.
Si può allora forse comprendere il perché della mia personale soddisfazione, avendo a suo tempo potuto contribuire al compimento di quell’opera, alle condizioni ed in base alle valutazioni illustrate sopra, che credo di non esagerare nel definirle di sana e buona amministrazione, tant’è che – e questo sia citato del tutto a margine – pensando proprio a questa prospettiva, ora positivamente venutasi a compiere, l’Esecutivo aveva fatto progettare un ingresso autonomo e disobbligato, ad esclusivo uso del Centro Giovani.
Io sono dell’avviso che sia utile per i cittadini e per gli attenti lettori cogliere anche le intersecazioni e tutti quegli elementi che possono far capire che la troppo spesso pretesa ed annunciata discontinuità nell’avvicendamento politico-elettorale di forze governative – e ciò vale pure per quanto è successo nei palazzi del potere romano – è pretestuosa e non sincera, è tanto demagogicamente usata, quanto scorretta, perché, tra l’altro, altamente diseducativa.
Non perché un Centro Giovani debba essere necessariamente inteso come laboratorio politico – lungi da me pensare questo! -, ma chissà che l’apprendere certe congiunzioni non sempre immediatamente evidenti non possa aiutare a comprendere meglio, forse con maggior obbiettività, il funzionamento di certuni meccanismi, che non sono poi tanto dissimili da quelli in cui si articola il nostro agire quotidiano.
Un sentito grazie a chi il Centro Giovani lo vorrà animare con impe¬gno e buona volontà e che il lavoro reso sia proficuo e di incoraggiamento per tutti noi!
Silvano Longo
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