Alla fine del mese di maggio del 2010, presso il campo sportivo comunale di Predazzo si è svolta la cerimonia di giuramento solenne di fedeltà alla Repubblica da parte dei 487 allievi finanzieri (tra essi 48 donne) del 10° Corso, intitolato alla memoria del finanziere Tullio Centurioni. Numerose le autorità civili e militari intervenute. Tra esse il comandante generale ella Guardia di Finanza Cosimo D’Arrigo.La motivazione della dedica a Centurioni era estremamente chiara: “Nel corso dell’ultimo conflitto mondiale si prodigava, con eccezionale coraggio ed encomiabile abnegazione, in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati politici, aiutandoli ad espatriare clandestinamente e ad inoltrare la corrispondenza ed i valori che le organizzazioni ebraiche indirizzavano ai rifugiati nella vicina Svizzera”.
Un personaggio di grande importanza per la storia della Guardia di Finanza, le cui virtù sono state ufficialmente riconosciute anche dal Presidente della Repubblica, con una medaglia d’oro concessa alla memoria nel 2008. Il suo nominativo è stato segnalato dal nostro concittadino Michelangelo Boninsegna al comitato di Padova che sceglie le figure da celebrare presso il “Giardino dei Giusti del Mondo” della città (foto sotto), dove sono ricordate molte persone di prestigio che hanno dimostrato straordinario impegno civile, entrando di diritto nella storia del nostro Paese. La proposta è stata accolta e la relativa cerimonia ha avuto svolgimento solenne domenica 2 ottobre.
In questo modo, come ebbe a dichiarare lo stesso Boninsegna, “un finanziere del quale a Predazzo probabilmente pochi conoscono l’esistenza, ma che è opportuno ricordare per la sua abnegazione ed il suo coraggio, è immortalato oggi con una pianta di giuggiolo, tipica del padovano, alla base del quale c’è una stele di metallo con traforato il suo nome. Inserito in un elenco di cittadini
ad honorem che hanno lasciato una impronta indelebile nell’ambito extraprofessionale e, con il loro comportamento esemplare, hanno dato lustro anche al paese di Predazzo”.Nato a Dolcè, in provincia di VerOna il 9 aprile 1912, era poi entrato a far parte della Guardia di Finanza. Arrestato nel 1944 dagli agenti del Commissariato tedesco di Frontiera con l’accusa di aver aiutato centinaia di ebrei e perseguitati politici a fuggire in Svizzera, venne deportato prima a Bolzano e quindi a Matthausen Liberato il 5 maggio 1045 dai soldati americani, venne dichiarato disperso il 16 luglio 1946.
Uno dei tanti italiani che non hanno fatto più ritorno in Patria. Il 25 aprile 2009, il suo paese gi ha dedicato una targa,con questa scritta: “Uomo libero e retto, con straordinaria umanità si oppose alla barbarie del totalitarismo fino all’estremo sacrificio della vita nel campo di concentramento di Matthausen. La Comunità di Dolcè, a perenne ricordo, pose”.
Una figura di grande valore umano e civile che è opportuno venga ricordata anche dalla comunità di Predazzo.
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